Spesso chiesto: Per Un Lavoratore Al Videoterminale La Visita Medica È?

Qual è la cadenza delle visite mediche per il lavoratore a videoterminale?

La periodicità delle visite mediche, salvo indicazione diversa del Medico Competente, è ogni 2 anni per i lavoratori che hanno ricevuto un giudizio d’idoneità con prescrizioni o con limitazioni e per i lavoratori con età superiore ai 50 anni; in tutti gli altri casi la cadenza delle visite è ogni 5 anni.

Chi si considera un lavoratore al videoterminale?

Viene definito LAVORATORE AL VIDEOTERMINALE colui che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni previste.

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Qual è la cadenza delle visite mediche per i videoterminalisti in assenza di prescrizioni mediche?

La legge prevede inoltre che un lavoratore addetto ai VDT debba essere sottoposto a visita medica di controllo ogni 2 anni se presenta delle limitazioni o se ha un’età superiore ai 50 anni, invece ogni 5 anni in condizioni di normalità visiva o con età inferiore ai 50 anni.

Quale condizione rende il lavoro a videoterminale un caso di rischio?

In questo senso l’ uso protratto del videoterminale può pertanto provocare nel lavoratore: – “affaticamento visivo (bruciori, lacrimazione, astenopia, fotofobia, diplopia); – disturbi muscolo-scheletrici (cefalea, cervicobrachialgie, lombalgie); – stanchezza (disturbi di tipo psicologico e psicosomatico)”.

Chi svolge attivita di sorveglianza e monitoraggio sui lavoratori che operano sui videoterminali?

Il datore di lavoro ha l’obbligo di far sottoporre a sorveglianza sanitaria tutti i videoterminalisti. Le visite mediche del lavoro, devono essere effettuate dal Medico Competente Aziendale, il quale effettuerà al lavoratore un esame visivo e posturale.

Come è definito il lavoratore ai sensi del D Lgs 81 riguardante le attrezzature munite di videoterminale?

Lavoratore: il lavoratore che utilizza un’ attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico ed abituale, per 20 ore settimanali dedotte le pause di cui all’art. 173 del D. Lgs. 81 /08.

Quale è il limite di ore settimanali per cui un lavoratore diventa videoterminalista?

Si definisce videoterminalista il lavoratore che utilizza un ‘attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni.

Chi sono secondo la normativa sulla sicurezza gli addetti ai videoterminali?

Sono i cosiddetti addetti ai videoterminali: lavoratori che incollati a uno schermo, lavorano comunicando con un sistema e svolgendo specifiche mansioni. Chi lo fa si becca la qualifica di videoterminalista o addetto ai videoterminali. Un lavoro tanto sedentario quanto stancante e rischioso!

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Quante razze deve avere una sedia per videoterminalista?

Le sedie devono essere girevoli ( per evitare le torsioni del busto) e a cinque razze con sedile regolabile in altezza (da 42 a 55 cm). Anche l’altezza e l’inclinazione dello schiena- le devono essere regolabili.

Quali sono le prescrizioni che la legge impone per la salute è la sicurezza di chi usa e lavora con i videoterminali?

Lgs 81/08, nel quale si precisa che ambienti, posti di lavoro e videoterminali siano sottoposti a verifiche e che siano effettuati controlli periodici di alcune variabili come quelle posturali, quelle microclimatiche, illuminotecniche ed ambientali generali.

Quando l’utilizzo di videoterminali richiede la sorveglianza sanitaria?

Per il lavoratore che utilizza il computer per almeno 20 ore complessive settimanali è previsto l’obbligo della sorveglianza sanitaria obbligatoria (c. 1, art.

In quale modo si possono evitare gli affaticamenti eccessivi dei muscoli degli occhi nel lavoro al videoterminale?

PREVENZIONE. Le soluzioni più frequentemente adottate sono: utilizzo di occhiali dotati di correzione che tenga conto della distanza di lavoro. pause periodiche durante il lavoro al computer (ad esempio un quarto d’ora ogni due ore)

Cosa può causare l’uso errato del videoterminale?

I principali problemi per la salute legati all’ uso del VDT sono la fatica visiva, i disturbi muscolo-scheletrici, lo stress.

Qual è la corretta definizione di rischio?

Il rischio è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone. La nozione di rischio implica l’esistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno.

In che modo viene valutato il rischio sul lavoro?

Il processo di valutazione si configura come un’operazione complessa; è un esame sistematico che prende in considerazione: -Le possibili cause di infortuni o danni; -La possibilità di eliminare rischi; -Le misure di prevenzione o protezione che sono o dovrebbero essere in atto per tenere i rischi sotto controllo.

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